X
ROSOLINI

La città, fondata come borgo feudale nel 1712, si sviluppa lungo la balza rocciosa e fu definita dall’archeologo Paolo Orsi agli inizi del Novecento “una terrazza pittoresca” dove per alcuni millenni l’uomo ha continuato a insediarsi e vivere. Qui, tra fieri carrubi e robusti ulivi, si potrà intraprendere un autentico gran tour del gusto: dalla produzione alla tavola, dalle aziende alle botteghe ai ristoranti, ogni luogo ha un sapore caratteristico e diverso.

Notevoli le contaminazioni culturali che si svelano tra monumenti, piazze e fertili terreni ricchi di prodotti autoctoni. Qui il clima è mite: d’estate o d’inverno ogni stagione regala un volto nuovo e sempre umano alla città.

Il ridente paesaggio di ulivi, mandorli, agrumi e soprattutto carrubi sono un’emozione per la vista e offre scorci magnifici agli appassionati di fotografia. Degno di nota il carrubo di Contrada Favarotta, l’esemplare più antico di tutto il Mediterraneo e, probabilmente, del mondo, che dista appena 10 km dal centro urbano. Ha un’età stimata che va dai 1700 ai 2000 anni, un dato che basterebbe a confermare che la presenza di questa coltivazione in Sicilia risale a prima della dominazione araba. Il Dipartimento di scienze botaniche dell’università di Palermo, in collaborazione con l’azienda regionale foreste demaniali, ha inserito questo carrubo nel libro “I grandi alberi di Sicilia“.

La cucina è quella della tradizione con ricette antiche e altre rivisitate a base di piatti tipici. Da gustare almeno una volta “i ravioli ca’ ricotta”, un tipo di pasta di grano duro tagliata a formelle quadrate con ripieno di ricotta, uova e maggiorana.

Un altro primo da provare sono “i maccarruna e i cavatieddi”, una pasta vuota all’interno perché lavorata con un filo secco di grano o con un ago da calza, con il quale si esercita una pressione con le dita, conditi con sugo di maiale, e cosparsi di ricotta salata o caciocavallo ragusano DOP. Da provare “i scacci”, ma anche “a nfigghiulata”, ad esempio, un disco di pasta stirata con il mattarello e farcita con ricotta amalgamata a uova, sale, e pezzetti di salsiccia, ripiegata in tre parti ed infornata dopo averne accostato i bordi.

Da poco presidio Slow Food è il cavolo vecchio di Rosolini è una pietanza di notevole spessore nel Siracusano. Esso, infatti, è una specie autoctona che nasce e cresce nel territorio di Rosolini, dal sapore intenso che si contraddistingue per la durata poliennale del ciclo biologico, di circa 6/7 anni.

Dopo il salato, si sa, viene il dolce e qui non si può proprio rinunciare al delizioso “cannolo con cialda al carrubo“, a sua volta ripieno di ricotta vaccina, crema bianca o cioccolato.

Rosolini merita un passaggio anche e soprattutto per la meravigliosa Piazza Garibaldi elegante e accogliente salotto della città. Nel 2014 Rosolini è andata alla ribalta nazionale per un evento cinematografico di grande interesse. Il centro storico si è trasformato in un set privilegiato a cielo aperto di alcune delle scene principali della pellicola di successo “‘Andiamo a Quel Paese” del duo comico Ficarra e Picone.

I NOSTRI PRODOTTI

Caramelle al Carrubo, Biscotti di Mandorla.

COME RAGGIUNGERE ROSOLINI
STRUTTURA CONSIGLIATA
Prodotti Tipici di Qualità
Le due Sicilie
Rosolini

Utilizzando il sito leduesicilie.eu accetti l'utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi