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VIBO VALENTIA (Tropea, Pizzo)

Incastonata nel cuore meridionale della Calabria, a sud di Cosenza e a nord di Reggio, la provincia di Vibo Valentia sembra un piccolo sperone allungato nel Tirreno. Le sue radici si perdono nella notte dei tempi e ne fanno uno scrigno di storia e cultura, dove alla bellezza selvaggia dei luoghi si contrappone la profonda consapevolezza culturale del passato più antico.

La natura qui è praticamente incontaminata e toccata soltanto dalle mani degli agricoltori. Il Vibonese offre al visitatore scorci di straordinaria intensità emotiva. Alcuni dei paesaggi che compongono la sua magia sono gli uliveti ordinati e ombrosi, i campi di grano odorosi, gli aranceti e i limoneti prodighi di frutti aromatici tutto l’anno, i vigneti arroccati sui fianchi delle colline, i canneti ondeggianti scossi dalla brezza marina, il profumo inebriante delle zagare in fiore nelle calde notti estive.
Da vedere è sicuramente la Costa degli Dei, mai uguale e continua ma anzi frastagliata e ricca d’insenature rocciose alternate a siti morbidi e sabbiosi. L’entroterra è dominato dal massiccio delle Serre, con fitte foreste di conifere, i boschi di faggi, i ruscelli e le ampie vallate alternate ai verdi altopiani.

TROPEA
Tropea è la capitale della regione di Capo Vaticano ed è situata nella parte centro-occidentale della provincia di Vibo Valentia, sulla costa tirrenica, fra i Golfi di Sant’Eufenia e Gioia Tauro, ai piedi del Monte Poro. La sua morfologia è molto curiosa poiché è divisa in due parti: la parte superiore, dove vivono la maggior parte degli abitanti e la parte inferiore, detta “Marina“, che si trova nei pressi del mare e del porto.
Un’antica leggenda narra che il fondatore di Tropea sia stato Ercole il quale passò e si fermò sulla Costa degli Dei mentre faceva ritorno dalla Spagna. Grazie alla sua posizione strategica di terrazzo sul mare, Tropea ebbe un ruolo importante, sia in epoca romana che in epoca bizantina. Dopo un lungo assedio, la città fu strappata ai Bizantini dai Normanni, sotto i quali prosperò; a dire il vero il comune continuò a prosperare anche sotto il dominio degli Aragonesi.

L’economia di Tropea è legata all’agricoltura, soprattutto a quella della famosa “cipolla rossa di Tropea”, seguita dal commercio, soprattutto dell’artigianato locale. Il turismo, in maggior modo quello estivo, costituisce l’aspetto più importante dell’economia; Tropea è, infatti, una rinomata stazione balneare ed è stata definita la Saint Tropez del Sud.
La gastronomia tropeana è basata sui prodotti dell’immediato entroterra e del mare, mantiene molte delle tradizioni semplici dei pescatori e dei contadini. Sono molti i piatti tipici, tra cui spiccano: i “fi lei” ovvero pasta tipica fatta a mano, le frittate ripiene con ricotta e salame, la “pitta di ninnata” e le fritture di “surici”. Il primo piatto: i fileja con sugo di maiale o di cinghiale, è una specialità tipica delle feste tropeane; ottimi sono anche gli spaghetti con le sarde al sugo. Tra i dolci ottimi sono gli “sciù” ed i “lumini”.
Oltre alla Festa Patronale, Tropea offre numerosi eventi, soprattutto nel periodo estivo, tra cui merita di essere citato l’omonimo Premio Letterario Nazionale, il quale richiama diversi autori da tutta l’Italia. Decisamente da non perdere è la festa de “I tri da cruci” che si tiene il 3 maggio con “Il ballo del cammello”, a seguire falò, fuochi d’artificio e danze dal ritmo delirante. Molto attesa ad agosto, è anche la manifestazione cinematografica Tropea Film Festival, mentre a settembre, nel Centro Storico, si svolge il rinomato Tropea Blues Festival. Non possono mancare, la Sagra del Pesce Azzurro e la Sagra della Cipolla Rossa.

PIZZO
Pizzo è un borgo sulla costa, arroccato su di un promontorio al centro del Golfo di Sant’Eufemia. Il suo territorio comprende una costa frastagliata, contraddistinta da spiagge sabbiose in alcuni tratti e da scogli in altri. Sulla costa Nord Est, dalla pineta Mediterranea fino alla foce del fiume Angitola si estendono quasi 9 km di ampie spiagge sabbiose. Appena dopo il fiume si alza la montagna di Vibo, che fa da cortina al territorio, che ha il suo confine con Maierato e Vibo Valentia in alto, sul crinale delle colline. Più a Sud, dove s’innalza il masso tufaceo su cui nasce e si sviluppa Pizzo, la costa diventa rocciosa con numerose calette e zone ricche di scogli naturali, e diverse grotte, fra cui la Grotta Azzurra, riaperta negli ultimi anni, dopo vari interventi per la protezione dal moto ondoso.

Nella zona centrale troviamo la spiaggia della Seggiola, piccolo fiordo al centro del masso tufaceo su cui è arroccato l’abitato su cui domina il Castello Aragonese eretto nella seconda metà del XV secolo da Ferdinando I d’Aragona e la Marina, graziosa località balneare e ritrovo notturno.

La posizione forte, e il castello favorirono la crescita del borgo marinaro, anche per la fortunata attività di pesca del tonno. Per secoli, i tonni, nel mese di maggio giugno, raggiungevano a milioni le spiagge del golfo di S. Eufemia, e ivi sorsero le famose tonnare di Bivona, e di Pizzo.

Proprio in questo luogo, il castello Aragonese, fu tenuto prigioniero e in seguito condannato a morte Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone Bonaparte. Venne fucilato il 13 ottobre 1815, dopo alcuni giorni di prigionia e un processo fatto nella sala principale del castello e fu poi sepolto nella chiesa di San Giorgio. Oggi il castello aragonese di Pizzo viene denominato Castello Murat.

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I NOSTRI PRODOTTI

Marmellata di Bergamotto, Cipolla di Tropea, Olio Extravergine d’Oliva BIO.

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